Home » News
Le fosse biologiche (note anche come fosse settiche) e gli impianti di scarico autonomi affidano ai microrganismi la degradazione della materia organica contenuta nelle acque reflue. Tuttavia, anche la carta igienica raggiunge quotidianamente questi sistemi – e dovrebbe quindi essere gestita dai processi biologici che avvengono al loro interno. Perché
La forte impronta di consapevolezza ambientale che caratterizza il nostro tempo, ha trovato ulteriore conferma in un approccio proattivo dopo il Covid-19, quando l’esigenza di garantire l’igiene degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo si è fatta stringente ed è entrata a far parte della nostra vita come best practice
“Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” – Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) Le acque reflue rappresentano circa l’1,57% delle emissioni globali di gas serra e, attualmente, costituiscono uno dei principali global concern identificati dall’ONU. Infatti, secondo dati recentemente pubblicati, il
Secondo i dati della Commissione Europea l’attività zootecnica è responsabile dell’81-86% delle emissioni di gas a effetto serra agricoli (azoto, anidride carbonica, metano). La presenza di questi composti nell’ambiente determina l’inquinamento dei suoli e delle acque, e contribuisce al global warming ed al cambiamento climatico. Inoltre, una scorretta manutenzione degli
Il suolo è una matrice ambientale essenziale per la vita sulla Terra e costituisce un network complesso in grado di raccogliere, riciclare, trasformare e scambiare la materia organica e inorganica, mantenendo un flusso continuo che sostiene la nostra biosfera. Purtroppo, le costanti attività antropiche comunitarie ed industriali, hanno comportato un’estesa